La storia del mago Capuana, che morse due volte

Una ripartenza anomala per l’Anno Capuaniano 2016?

La storia del mago Capuana, che morse due volte

307_0958L’originalità del paese di Mineo è ben nota. Se già con un atto di fiera insubordinazione che resiste agli attacchi di ben quattro Procure ha abolito l’ora legale, oggi è stata inventata una nuova formula e al suo cospetto l’individuo vacilla, preso da sconcerto. Chi è abituato a farsi domande arriva a dubitare delle proprie certezze e deve sottoporle a completa verifica.
Si poteva pensare che una celebrazione per essere collocata sul calendario ha delle regole abbastanza precise e normalizzate dall’uso. Di modo che non c’è spazio per l’improvvisazione o l’arbitrio degli opportunismi, che vorrebbero stiracchiare qualcosa che elastico non è, o tentano di mettere in campo una “bella copia” dopo aver passato un anno a strapazzarne la “brutta”.
E allora rivolgiamoci a chi ne sa di più, per avere lumi sulla questione. Partiamo da un peso massimo della cultura nazionale di tutti i tempi, Dante Alighieri. Bene, il sito in rete dante2021.it informa che si sta avvicinando il 700° anniversario della morte dell’autore della Divina Commedia. Era morto nel 1321, il 14 di settembre – a quanto pare il mese e il giorno contano poco e si fa riferimento all’anno nella sua durata abituale da gennaio a dicembre. Oltre all’alto patronato del Presidente della Repubblica, il centenario dantesco è condotto sotto la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca, il che da buone garanzie. Dunque, a 700 anni dalla morte di Dante, l’anno conclusivo delle celebrazioni sarà il 2021, non certo il 2022.
Che dire di Giovanni Pascoli? Morì nel 1912 e i cent’anni si sono compiuti nell’anno 2012. E infatti, come riporta il programma delle iniziative, il 31 dicembre 2012 – si badi bene, non 2013 – “a chiusura delle celebrazioni pascoliane” si è tenuta nel paese natale San Mauro una festa di fine anno, con musica e spettacoli in piazza.
Dal profano vogliamo passare al sacro? Ecco che nel 1914 moriva Papa Pio X e a Treviso il Comitato Diocesano per il Centenario della morte di San Pio X si è attivato, proponendo un programma di eventi che si è improrogabilmente concluso a dicembre del 2014, e non ce n’è stato più per nessuno, inutile priare santi.
Si potrebbero raccontare ancora moltissimi casi altrettanto celebri per altrettante insigni personalità. Mazzini morì nel 1872 e durante il 1972 c’è stata in suo onore una grande mostra documentaria a Roma, nell’Altare della Patria. Nello stesso anno si ricordava anche il 50° dalla morte di Giovanni Verga, scomparso nel 1922.
E all’Estero, cosa succede? Ovunque non sembrano regolarsi diversamente, se è vero che il quarto centenario di Shakespeare – morto nel 1616 – verrà celebrato nel 2016 fino a dicembre, come infoma il sito in rete shakespeare400.org. Per Émile Zola, morto nel 1902, si è mobilitato direttamente il Ministero della Cultura del governo di Francia, che ha organizzato nel Paese e anche al di fuori una serie di incontri, mostre, concerti ecc. per tutto il 2002 e non oltre.
Se questi esempi non bastano, cercatene altri e vediamo cosa spunta. Ma a Mineo è successo che – come nello Stato Libero di Bananas – un fantomatico dittatore da operetta ha stabilito nuove regole: d’ora in avanti la lingua ufficiale sarà lo svedese, tutti i cittadini saranno tenuti a cambiarsi la biancheria ogni trenta minuti, la biancheria sarà portata sugli indumenti per poter controllare e tutti i ragazzi sotto il sedicesimo anno di età a partire da ora avranno sedici anni. Sarà bene avvisare i governanti della lontanissima Roma, a partire dal Ministro Franceschini perché col trucco delle date, purieddu, c’ambrugghiaru, e non è che lui si può ricordare a memoria quando nacque e quando morì veramente Luigi Capuana…
Ci vuole ottimismo. Per stavolta è andata così, neanche troppo male in fondo se c’è stato pure chi ha ricevuto il super premione. Andrà meglio la prossima celebrazione e possiamo cominciare a lavorarci fin da subito: sarà un grande Anno Capuaniano 2115. Intanto godiamoci l’imminente “Natale tra gli Svicoli”, che – si badi bene – non è il ventesimo, perché se no dal Comune parte subito una querela per appropriazione del nome. Ma ci torneremo. Oggi ci siamo dedicati alla storia del mago Capuana: egli per il tanto amore verso il suo sbilenco paese, morse due volte.

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