[dalla 4a di copertina:] Le nubi protagoniste dell’incipit del capitolo XIX del Marchese di Roccaverdina, sono «instabili forme che, lente lente, si andavano mutando, agglomerandosi qua, assottigliandosi là», prodromo della pioggia che viene finalmente dopo il lungo periodo di siccità, percepite come «persone vive capaci di udire e d’intendere» l’invocazione dell’umanità in pena. Sono la straordinaria trasfigurazione letteraria compiuta da Capuana di verità e funzioni ormai acquisite e sistematizzate dalla scienza che l’amico Corrado Guzzanti esprime nel pensiero essenziale e chiaro che è fondamento del suo lavoro Le diverse forme delle nubi spiegate colla fotografia: «Oggi che la meteorologia va applicanta su larga scala all’agricoltura e quindi alle previsioni del tempo, si è maggiormente conosciuto il bisogno di diffondere e di rendere pratico conoscere il tempo, non solo dai dati strumentali ma dalla forma, altezza, colore e movimento delle nubi». Una stessa realtà nutre l’arte della parola dello scrittore e stimola l’occhio dello scienziato-fotografo; vale anche per loro la frase del grande pittore di paesaggi inglese John Constable, che si definì “l’uomo delle nubi”: «Il cielo è il luogo in cui si va a spasso a braccetto con Milton e Linneo, col poeta e con lo scienziato».
100 pp., illustrazioni a colori, con saggi di Anna Maria Damigella.

Il libro è disponibile in due versioni:
