Una descrizione di Mineo del 1819

Mineo, città interna nel Val di Noto, nella Diocesi di Siracusa, e nella Sottintendenza di Caltagirone. Popol. 8026. Distante dal mare africano 20 m., da Noto 46, da Palermo 120. Essa è fabbricata sulle rovine dell’antica Menae, nominata da Diodoro, e che fu edificata da Ducezio: ha un vasto e fertile territorio, e buoni pascoli, ed esporta grano, orzo, olio, e cacio. Non lungi di questa città si vuole dai buoni antiquarj che vi sia stato il famoso tempio degli Dei Palici, dove vi era, ed evvi ancora un lago con due sorgive di acqua, una sulfurea, e l’altra di gas idro-sulfureo detto lago Naphtia, che significa di cattivo odore:
<<Perque lacus altus, et olentia sulphure fertur / Stagna Palicorum rupta ferventia terra.>>
Detto pure lago della Ninfa Talia che si credea la madre dei Dei Palici, la quale si volea, che castigasse colla cecità quei che giuravano falsamente per lei. Vi era una statua con un altare consagrato ai Palici dove si correva non solo dalla Sicilia ma da ogni dove ad offrire sagrificj di biade, e frutti:
<<Eductum Matris luce simethia circum / Flumina pinguis ubi et placabilis ara palici.>> (Virgilio, Eneide, libro V).
Il celebre Antonio Flaminio amico e coevo a Lucio Marineo fu di Mineo, profondo nella lingua greca e latina, e di onnigena erudizione, professore di belle lettere nella Sapienza di Roma, ed in varie altre città d’Italia, egli morì in Roma nel principio del XVI secolo, e lasciò un’opera sulla grammatica, e sugli accenti molto stimata, e varie dotte ed erudite epistole. Furono pure di Mineo Gio.Battista Granluna di S. Francesco, lodato per le materie astronomiche dal Cagliola e da Rocco Pirri; il P. Francesco Capuano, gesuita, oratore celebre, e di cui si ha una bella orazione per l’apertura degli studj stampata in Palermo nel 1637; il gesuita Ludovico Buglio del XVII secolo, tenuto come uno dei primi teologi ed oratori di quell’epoca, ed uno dei missionarj dell’Indie e della Cina, e che pubblicò 80 volumi di materie ecclesiastiche scritte in Cinese.

(Giuseppe Emanuele Ortolani, Nuovo dizionario geografico, statistico e biografico della Sicilia antica e moderna, Palermo, 1819, pp. 93-94.)

In fotografia: “tanagrina” in terracotta, conservata presso il Civico Museo Archeologico “Corrado Tamburino Merlini” di Mineo, ca. IV-III sec. a.C.

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