Dentro l’aula dell’Assemblea Regionale Siciliana, si consumò una delle discussioni più lunghe e accese della storia dell’autonomia. Dopo settimane di tensioni, emendamenti, opposizioni e speranze, la Sicilia approvò la sua legge di riforma agraria: un atto politico e sociale che avrebbe inciso per decenni sul destino dei campi, dei contadini, dei borghi interni e perfino dei rapporti di potere dell’isola.
In un periodo segnato dalla povertà rurale e da secoli di latifondo, quella decisione rappresentò una svolta epocale. La terra – simbolo di identità e sopravvivenza – venne finalmente messa al centro di un progetto di equità e modernizzazione. Da lì a poco sarebbe nata l’ERAS, e migliaia di ettari sarebbero passati dalle mani dei grandi proprietari a quelle di chi la terra la lavorava davvero. 🌱
Oggi ricordiamo quel 21 novembre come un momento in cui la Sicilia provò a ridefinire se stessa: un atto di coraggio civico che ancora risuona nelle campagne, nei racconti familiari e nella memoria collettiva dell’isola. ✨
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