🕰️ All’alba di quel giorno, nelle cave di pozzolana alla periferia di Roma, si consuma una delle pagine più oscure della storia italiana.
Dopo l’attentato di via Rasella, la rappresaglia è spietata: uomini prelevati dalle carceri, militari, civili, partigiani, vengono condotti uno a uno davanti al plotone d’esecuzione.
Tra loro ci sono figli della Sicilia: ufficiali decorati come Vito Artale (già ricordato il 3 marzo) e Calcedonio Giordano, resistenti come Carlo Avolio e Ferdinando Agnini, giovani come Sebastiano Ialuna e Santo Morgano, uomini comuni come Leonardo Butticè, Gaetano Butera, Cosimo D’Amico.
E ancora storie spezzate come quella di Raffaele Zicconi, padre di famiglia, o di Michele Partito, forse finito per caso nella lista della morte.
Sedici vite diverse, unite dallo stesso destino e da una scelta, consapevole o subita: stare, in quel tempo crudele, dalla parte della dignità umana e della libertà.
Per anni alcuni di loro sono rimasti senza nome, riconosciuti solo grazie al DNA, come Salvatore La Rosa e Michele Partito. Un silenzio lungo, che rende ancora più urgente il dovere della memoria.
Ricordarli oggi significa restituire voce a quei nomi, riportarli a casa, nella memoria collettiva dell’isola.
Perché la Sicilia non dimentichi chi ha pagato con la vita il prezzo della libertà. 💔
#AccaddeDomani #FosseArdeatine #Memoria #Sicilia #Resistenza #24marzo @follower
