Comprendere la storia della Sicilia significa confrontarsi con una straordinaria complessità: millenni di civiltà che si sono sovrapposte, centinaia di insediamenti che sono sorti, si sono trasformati o sono scomparsi, confini politici ridisegnati innumerevoli volte, vie commerciali che hanno attraversato l’Isola in ogni direzione. Una complessità che i testi scritti, da soli, faticano a rendere pienamente comprensibile.
L’Atlante Storico Digitale della Sicilia nasce proprio per rispondere a questa esigenza: offrire uno strumento rigoroso ma accessibile, per visualizzare e comprendere le trasformazioni del territorio siciliano nel tempo. Si tratta di un progetto cartografico interattivo che racconta l’evoluzione dell’isola attraverso i secoli: dalle prime colonizzazioni ai giorni nostri. L’obiettivo è esplorare le trasformazioni del territorio siciliano attraverso la documentazione dei centri abitati, delle divisioni politiche e delle dinamiche insediative che hanno plasmato il paesaggio che oggi conosciamo.
<<Sarebbe certamente auspicabile che qualcuno ci preparasse un’accurata mappa della Sicilia, nella quale tutti i luoghi fossero indicati con i nomi attuali, e non fosse fatta alcuna menzione delle antiche città o dei nomi che avevano in passato, eccezion fatta per quelli che sono fuori di ogni dubbio per tutti>>
[Optandum sane esset, ut aliquis nobis concinnaret adcuratam Siciliae tabulam, in qua omnia loca hodiernis nominibus designarentur, nulla vero antiquarum urbium vel nomunum veterum mentio fieret, nisi quae extra dubitationem apud omnes forent. Pieter Burman Junior (Petrus Burmannus Secundus, filologo classico originario di Amsterdam, 1713-1778), Prefazione a: Jacques Philippe D’Orville, Sicula, quibus Siciliae veteris rudera, additis antiquitatum tabulis, illustrantur, Amsterdam, Gerard Tielenburg, 1764, p. XIV; cit. in Holm].
A differenza delle numerose mappe storiche disponibili online – spesso frammentarie, realizzate con criteri disomogenei o basate su fonti non verificate – questo Atlante si distingue per tre caratteristiche fondamentali:
- Una metodologia uniforme e verificabile: ogni mappa viene realizzata seguendo precisi standard grafici e di rappresentazione, basandosi esclusivamente sulle fonti storiche più autorevoli e sulla più recente documentazione archeologica;
- Un approccio sistematico: le venti mappe previste non sono una raccolta casuale, ma una sequenza ragionata che copre i momenti più significativi della storia siciliana, dalle prime colonizzazioni fino alle grandi trasformazioni del XX secolo;
- L’aggiornamento continuo: la piattaforma Google Maps permette non solo una facile consultazione da qualsiasi dispositivo, ma anche l’integrazione progressiva di nuovi dati man mano che emergono da scoperte storiche e archeologiche, garantendo così un costante arricchimento del patrimonio informativo.
Curato da un gruppo di esperti nei campi della storia, dell’archeologia e della geopolitica, l’Atlante si propone come un’infrastruttura di riferimento in continua evoluzione: un progetto aperto che, partendo da solide basi scientifiche, potrà espandersi per accogliere nuovi strati di conoscenza sulla straordinaria storia dell’isola. Ogni mappa è composta da una serie di livelli tematici, dedicati a gruppi omogenei di dati che l’utente può attivare o nascondere per visualizzare nel modo più chiaro e immediato una determinata situazione, così come i rapporti tra variabili differenti (per esempio, la distribuzione della densità abitativa in un dato periodo storico in relazione all’orografia dell’Isola o ai principali assi viari esistenti a quella data).
Il lavoro su questo atlante è particolarmente stimolante perché richiede di bilanciare diversi aspetti:
- Il rigore scientifico con l’accessibilità
- La sintesi con la completezza informativa
- L’aspetto tecnico-cartografico con quello storico
- La visione d’insieme con il dettaglio
Ogni mappa è come un capitolo di un racconto più ampio, e trovare il modo giusto per presentarla significa aiutare il lettore a coglierne sia il valore specifico che il ruolo nel quadro complessivo.
Coordinamento del progetto: Salvatore Ginaprelli (consulenza storica e geopolitica); Agrippino Todaro (consulenza storica e archeologica); Leone Venticinque (supervisione e gestione tecnica).
