
Chissà cosa farebbero altri comuni d’Italia, dell’Europa, del mondo, se avessero un angolo di paradiso come quello della cava, della grotta del drago e perché no anche del carcarone. Paesaggi stupendi, percorsi mozzafiato, una conformazione geologica che ha rappresentato e continua a farlo motivo di studio per futuri geologi, archeologi, professionisti e appassionati.
Si parla del parco cava e grotta del drago ma non si fa altro che ribadire un indirizzo politico già espresso a chiari lettere in un piano regolatore generale che mette, almeno sulla carta, dei vincoli urbanistici che se poi vengono disattesi è un altro discorso. Vincoli rigidi e non certo inventati da un comitato nato per difendere quello che già sta sulla carta.
Allora il comitato sia benvenuto.
