Ugo De Cillis (1942), I frumenti siciliani, Catania, Maimone, 2004.
Aa.Vv., I frumenti siciliani, patrimonio da mantenere e valorizzare, Catania, Maimone, 2004.
(fonte)
“I frumenti Siciliani” testimonia l’impegno profuso dalla Stazione nell’ultimo cinquantennio per la salvaguardia di preziose risorse vegetali, patrimonio della Sicilia e di tutta l’umanità.
L’opera è in due volumi: la riedizione anastatica del libro di Ugo De Cillis: “I frumenti Siciliani” accompagnata da un’interpretazione attuale e da una visione prospettica dei temi trattati.
Si è voluto dare, così, un risalto al lavoro di De Cillis, e cioè i frumenti siciliani, per richiamare l’attenzione sulle risorse genetiche delle piante coltivate e, in particolare, sulle varietà locali, affrontando l’ampia tematica della biodiversità e della sua conservazione.
Le varietà locali hanno una peculiarità che le distingue da tutte le altre risorse genetiche, oltre ad essere “legate” ad un luogo, sono “legate” ad un agricoltore che le ha “custodite” nel tempo, di generazione in generazione. Si tratta, quindi, di un prezioso patrimonio non solo genetico, ma anche storico, culturale e sociale, che deve essere individuato, valutato, conservato e valorizzato, attraverso interventi opportunamente pianificati e coordinati.
Questo lavoro è stato già avviato presso la Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia e in questo libro sono riportate le foto di gran parte dei materiali genetici ritrovati in collezione e in alcuni casi ancora in coltivazione, sia di frumento duro che di tenero, già descritti da De Cillis nel suo libro del 1942.
