Agrippino Todaro, C’erano una volta… i frantoi di Mineo, “Quaderni del Centro Studi Ducezio”, n. 1, gennaio 2018, pp. 53-55.
Dopo che le olive erano state raccolte, venivano portate al frantoio detto trappitu. Ce n’erano molti più che adesso tra i quali scegliere, sia nelle campagne che su in paese. Il frantoio veniva scelto per diversi motivi: o per pulizia, o per parentela, oppure perché si pensava che rubasse di meno, o ancora perché il frantoio era in un posto nelle vicinanze del luogo di raccolta o dell’abitazione e c’era meno strada da fare col carico di olive. I frantoi erano locali oscuri, senza aperture e per fare luce si usavano i lumeri, delle lampade quadrate di latta con quattro stoppini agli angoli, alimentati a olio e appesi al soffitto.
