Verga, Capuana e la Duse in un’asta a Firenze

Documenti storici a carattere culturale con la dispersione del mercato, corrono il rischio di essere sottratti alla pubblica conoscenza e all’arricchimento del patrimonio immateriale italiano e siciliano.

Nei giorni dall’1 al 3 ottobre 2019 avrà luogo a Firenze, presso il Grand Hotel Mediterraneo, una vendita all’asta organizzata dalla Libreria Antiquaria Gonnelli. Il titolo dell’asta – n. 27 – è “Grafica & Libri”; tra i numerosi lotti proposti, ve ne sono tre in particolare che dovrebbero attirare l’attenzione di quanti – istituzioni pubbliche o collezionisti privati e studiosi – hanno a che vedere con la cultura italiana tra Otto e Novecento, con particolare riferimento al contesto letterario e teatrale della Sicilia.
Il primo lotto (n. 963) si compone di due elementi, tra loro scollegati: una fotografia autoritratto di Capuana e una lettera manoscritta con data 1888.09.06 dallo scrittore a un editore, 4 pagine. La fotografia è nota: uno scatto databile all’ultimo decennio del 1800 – successivo dunque alla lettera suddetta – realizzato quasi certamente presso la Villa di Santa Margherita nei dintorni di Mineo, con le colline sullo sfondo. Sul lato sinistro dell’immagine si nota una sovrapposizione, forse dovuta a un errore tecnico o al riflesso di una superficie vetrata. Per quanto riguarda la lettera, il venditore dice: «Lunga lettera di argomento lavorativo. “La ringrazio […] chiedendomi di stampare nella Letteratura qualche scena della mia Giacinta, e son dolentissimo di dover rispondere […] con un rifiuto. Ho fatto la stessa risposta al Corriere di Napoli, alla Scena Illustrata, ad altri […]. Nella commedia ho seguito quasi passo per passo il romanzo: gran parte del dialogo di questo è stato trasportato la di sana pianta […]. Pubblicare un brano della Giacinta commedia sarebbe quasi un ripubblicare un brano della Giacinta romanzo […]. Io non posso andarmi a buttare a piè dalla Duse per ottenere il favore della sua interpretazione artistica […]”. La Duse non recitò mai in questo dramma di Capuana che verrà rappresentato il 16 maggio 1888 al Teatro Sannazaro – Compagnia Città di Torino – e avrà come prima attrice Graziosa Glech.»
Il secondo lotto (n. 964) consiste in due elementi interconnessi: una lettera manoscritta, datata 1906.11.21 e inviata a un editore; vi si legge: «In risposta alla sua cartolina, mando il manoscritto della novella Come Berto divenne buono. […]. Gradirei che mi fossero spedite subito le bozze di stampa assieme col manoscritto […]. La mia signora ha scritto parecchie novelline per bambini nelle collezioni del Biondo del Sandron e del Carabba; potrebbe mandargliene una per la sua collezioncina, rimettendosi a lei pel compenso, senza pretendere quel che le hanno dato quegli editori […]». Il secondo elemento del lotto è appunto il manoscritto della “novellina” Come Berto divenne buono, allegato alla lettera e che probabilmente non fu rispedito allo scrittore come da lui richiesto.
Il terzo lotto (n. 1013) è la risposta di Giovanni Verga a Giuseppe Ernesto Nuccio – scrittore di area veronese, classe 1874 – riguardo alcuni racconti che quest’ultimo gli aveva mandato per ricevere un parere letterario autorevole. Nella lettera datata 1907.06.12, Verga tra l’altro risponde: «Ho scorso […] i raccontini che Ella ebbe la cortesia di mandarmi. Io non fo della critica né potrei senza presunzione darle il giudizio che desidera. Certo per parlare a giovanili intelletti e ai giovani […] la freschezza e la penetrazione di cui Ella da prova seguendo le orme del nostro Capuana in questo genere di componimenti […]».
Nel ringraziare “Qui Sicilia” per la gentile disponibilità e lo spazio offerto, il Csd non può che esprimere l’auspicio di aver in qualche modo contribuito con la presente segnalazione a far muovere quei meccanismi formati da persone – nel pubblico e nel privato – capaci di intervenire quando è necessario con le dovute celerità e determinazione, allo scopo di portare avanti il lavoro di tutela, raccolta e valorizzazione divulgativa nei confronti di tutto ciò che contribuisce alla grande tradizione umanistica, con particolare riferimento all’apporto siciliano ricompreso nel libero connubio nazionale d’Italia.

 

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