Nel cuore dei Peloritani, quella giornata iniziò come una pioggia insistente… e si trasformò in un mostro d’acqua. Tra Barcellona Pozzo di Gotto e Saponara, il cielo rovesciò 300–400 mm di pioggia in meno di 12 ore: a Castroreale si toccarono 381 mm, un valore record. I versanti cedettero, la montagna scivolò a valle, le strade divennero fiumi, le case vennero investite da colate di fango e detriti.
A Barcellona, il torrente Longano ruppe gli argini allagando negozi, abitazioni e interi quartieri. Ma la ferita più dolorosa si aprì a Scarcelli, frazione di Saponara: una frana improvvisa colpì un piccolo gruppo di case, portando via tre vite 💔.
👦 Luca Vinci, 10 anni.
👨 Giuseppe e Luigi Valla, figlio e padre di 28 e 55 anni.
Abitavano nello stesso edificio, su piani diversi. La madre di Luca si salvò aggrappandosi alla ringhiera del balcone, mentre tutto crollava attorno a lei.
Quel temporale autorigenerante a V lasciò dietro di sé 700 sfollati, milioni di danni (circa 20 milioni di euro) e un territorio sconvolto. I funerali delle vittime si celebrarono il 1° dicembre nella chiesa di San Domenico a Saponara Marittima. 🕯️
Era passato appena un anno e due mesi dalla tragedia di Giampilieri (1° ottobre 2009, 37 vittime): il Messinese si ritrovava ancora una volta a fare i conti con la fragilità profonda della sua terra.
💬 Oggi, quel 22 novembre ci parla ancora: ci ricorda che la Sicilia va protetta, ascoltata, curata — per non rivivere più giorni come questi.
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