7 dicembre 1849 – Catania, una pagina di Risorgimento

🕰️ All’alba, a Porta di Aci (nei pressi dell’attuale p.za Stesicoro), compare affisso un foglio manoscritto: chiama i catanesi alla riscossa l’8 dicembre, nel giorno dell’Immacolata, mentre la città sarebbe stata raccolta in processione. È il segnale di un moto preparato da mesi, frutto dei legami fra i liberali dell’isola e i profughi di Malta, come racconta Emanuele De Marco nella sua cronaca del finire d’Ottocento. ✍️🇸🇮

Le autorità borboniche, insospettite, trovano il volantino e nella notte successiva scattano gli arresti: vengono presi Sebastiano Carnazza, Cultraro, Caltabiano, De Angelis, Currò, De Marco, Testaì, De Felice, Lizzio e molti altri. Trenta­sei patrioti finiscono sotto processo davanti alla Gran Corte trasformata in tribunale criminale. È un procedimento immenso, sette volumi d’archivio, fatto di sospetti, spie e strategie politiche: la prova che una parte viva della città non aveva mai smesso di sognare la libertà. ⚖️🔥

Quando la sentenza arriva, due anni dopo, il regno borbonico non teme più nulla, e le pene si attenuano. Ma l’eco di quel foglio affisso a Porta di Aci rimane: una città che tenta di rialzarsi, nonostante tutto, lasciando alla storia un piccolo segno di coraggio e di memoria condivisa.

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