12 dicembre 1767 — Il giorno in cui la Sicilia chiuse le porte ai Gesuiti

🕰️ Nel cuore dell’inverno siciliano, il 12 dicembre 1767, il viceré Giovanni Fogliani d’Aragona firmava il Bando Viceregio che avrebbe cambiato per sempre il volto culturale e religioso dell’Isola.

📜 Con quell’atto, la Sicilia rese esecutivo l’ordine di Ferdinando IV di Borbone: l’espulsione della Compagnia di Gesù, già nel mirino delle grandi monarchie europee. Tra Palermo, Messina e Trapani, i gesuiti vennero radunati nelle loro case principali, mentre funzionari e soldati procedevano all’inventario dei beni, dalle biblioteche ai collegi, dai fondi agrari agli arredi sacri.

⛓️ Molti religiosi erano francesi, profughi dopo l’espulsione del 1764: anche loro, senza distinzione, vennero preparati all’imbarco forzato verso lo Stato Pontificio, lasciando dietro di sé un patrimonio di saperi, scuole e opere che segnerà per decenni la storia educativa siciliana.

Quel giorno non fu solo un atto politico: fu una svolta che ridisegnò l’equilibrio tra potere civile e istituzioni religiose, aprendo la strada a una nuova idea di istruzione pubblica e gestione dei beni culturali dell’Isola. 📚

👉 Anche nelle pagine più controverse della sua storia, la Sicilia rivela il suo ruolo di crocevia europeo, dove scelte locali risuonano in un intero continente.

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