Da Roma, un Regio Decreto firmato da Umberto I su proposta del governo Crispi dichiara tutte le province della Sicilia in stato d’assedio.
L’isola viene consegnata all’autorità militare: il generale Roberto Morra di Lavriano è nominato commissario straordinario con pieni poteri civili e militari.
È l’apice della repressione contro i Fasci Siciliani dei Lavoratori. Le garanzie dello Statuto vengono sospese, l’esercito assume il controllo dell’ordine pubblico, arresti e tribunali militari diventano strumenti ordinari.
Nello stesso giorno, a Marineo, il sangue scorre: la protesta popolare viene soffocata con le armi.
Questo decreto non è un atto burocratico: è una scelta politica netta, che segna la frattura tra lo Stato e una parte enorme della società siciliana.
La Sicilia diventa laboratorio di un’eccezione che pesa sulla memoria civile dell’isola e anticipa conflitti destinati a riemergere.
Ricordare il 3 gennaio 1894 significa ricordare quando l’ordine fu imposto con la forza, e capire perché la storia sociale siciliana nasce anche da qui.
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