Nato a Lercara Friddi, fu tra i primi in Sicilia a guardare il lavoro non solo come fatica, ma come questione di salute e dignità umana.
Nelle miniere di zolfo dell’Ottocento, Giordano vide ciò che molti preferivano ignorare: i carusi, bambini sfruttati nei cunicoli, piegati da carichi enormi, malattie e povertà. ![]()
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Li studiò, li curò, ma soprattutto denunciò pubblicamente quelle condizioni disumane, anticipando la medicina del lavoro moderna e rompendo il silenzio su uno dei capitoli più duri della storia siciliana.
La sua voce arrivò lontano: corrispondente di Louis Pasteur, fu riconosciuto anche a Parigi con una laurea honoris causa. ![]()
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Ma il riconoscimento più autentico venne dal basso: i minatori posero una lapide sulla sua casa natale, per dire grazie a chi aveva scelto di stare dalla loro parte. ![]()
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La memoria di Alfonso Giordano ci ricorda una Sicilia che sa essere scientifica, civile e solidale, capace di trasformare la conoscenza in giustizia.
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