Era nato in Sicilia, a San Cataldo. Portava dentro di sé una frattura profonda: quella tra la propria identità e un mondo che non riusciva ad accoglierla.
Scrittore, uomo silenzioso e sensibile, Ormando viveva il peso di un’omofobia che non era solo sociale, ma anche morale e religiosa. Quel giorno, il suo corpo diventa parola, protesta, dolore visibile. ![]()
Alfredo morirà pochi giorni dopo, il 22 gennaio. L’Italia è costretta a guardare in faccia la sofferenza di chi viene escluso, giudicato, cancellato.![]()
Anche questa è una storia siciliana. Una ferita che parla di identità negate e di quanto possa costare non essere riconosciuti. Ricordarlo oggi significa scegliere di non voltarsi dall’altra parte. ![]()
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