Il velivolo, un Grumman C-1A Trader, era diretto verso la base NATO di Sigonella, uno dei cardini strategici del Mediterraneo durante la Guerra Fredda.
Schiantato a oltre tremila metri di quota, nessun superstite.
I resti dell’aereo e dei corpi verranno recuperati solo nove mesi dopo.
A trent’anni dalla fine della “Guerra Fredda”, la Sicilia è ancora piattaforma militare permanente, avamposto strategico di potenze straniere.
Ricordare questo evento significa interrogarsi ancora oggi su sovranità, memoria e destino della Sicilia. Non è solo storia: è una domanda aperta sul nostro tempo.
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