2 febbraio 2007 – Filippo Raciti è ucciso durante una partita di pallone

🕰️ Ispettore capo della Polizia di Stato, cade durante gli scontri legati al derby Catania-Palermo nei pressi dello stadio Angelo Massimino.

Quel giorno la città visse ore di guerriglia urbana in pieno centro: scontri prolungati, lancio di pietre, bottiglie, bombe carta e oggetti contundenti contro le forze dell’ordine.

Una violenza diffusa e organizzata, che per troppo tempo era stata tacitamente tollerata proprio perché confinata “al giorno del derby”.

Per anni il calcio era stato trattato come una zona franca. Una giornata diversa dalle altre, in cui rabbia sociale, frustrazione e disagio potevano sfogarsi con un livello di violenza che, in qualunque altro contesto urbano, sarebbe stato immediatamente represso con tutta la forza dello Stato.

La morte di Raciti ha mostrato l’insostenibilità di questa logica. Non può esistere un giorno “speciale” in cui la guerriglia urbana viene accettata come parte dello spettacolo, mentre negli altri giorni la stessa condotta è giustamente considerata intollerabile.

Da allora è emerso con chiarezza che non possono esistere deroghe, né spazi temporali o geografici in cui lo Stato arretra e le regole vengono sospese.

Nemmeno il giorno del derby.

Nemmeno per il calcio. 🕯️

Ricordare Filippo Raciti significa ricordare che la legalità non ammette eccezioni. E che anche la memoria civile della Sicilia passa dalla fine di ogni “terra di nessuno”.

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