Nei pressi della costa sud della Sicilia, la motonave mercantile affonda con il suo carico di fosfati e trenta uomini a bordo. ![]()
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Era una nave vecchia, costruita nel 1947 e modificata negli anni successivi, battente bandiera liberiana: una di quelle “navi ombra” che solcavano i mari con controlli minimi e sicurezza spesso sacrificata ai costi.
Quella sera qualcosa va storto. Le comunicazioni si interrompono. Nessun superstite. Tra le vittime il comandante francese, due italiani, marinai spagnoli, turchi e diciannove giovani africani partiti per lavorare in mare.
Il Mediterraneo restituisce solo silenzio. ![]()
La moglie del marconista, Rajna Junakovic, avvia una lunga battaglia per ottenere verità e giustizia. Il caso Seagull diventa simbolo delle condizioni insicure della navigazione commerciale degli anni ’70 e contribuisce a riaccendere il dibattito sulle bandiere di comodo e sulla tutela dei marittimi. ![]()
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Per la Sicilia, crocevia di rotte e di destini, quella tragedia resta un monito: il mare è ponte di civiltà, ma chiede rispetto, regole e memoria.
Per chi non tornò più a casa. Per chi trasformò il dolore in impegno civile.
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