Nato a Messina nel 1908, tra i protagonisti dell’espressionismo italiano del Novecento e voce potente della Sicilia più autentica.
Nei suoi quadri vivono braccianti, pescatori, madri, uomini dalla pelle bruciata dal sole
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Volti duri, mani grandi, colori accesi e profondi.
Non c’è folklore nelle sue tele: c’è fatica, dignità, umanità. Trasferitosi a Milano negli anni Trenta, entra nel gruppo di Corrente, ma la sua ispirazione resta sempre ancorata al Sud.
Con segni marcati e toni vibranti, Migneco ha raccontato una Sicilia che lavora, soffre, resiste.
Una Sicilia popolare che diventa universale ![]()
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La sua morte chiude una stagione dell’arte italiana, ma le sue figure restano lì, immobili e fiere, a ricordarci da dove veniamo. Perché l’identità di un’isola vive anche nei volti che qualcuno ha saputo dipingere.
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