🕰️Militare di carriera, già impegnato nella Prima Guerra mondiale, Artale era un uomo delle istituzioni, formato alla disciplina e al servizio dello Stato.
Poi arriva l’8 settembre 1943. L’Italia si spezza. Roma è occupata.
È il momento in cui l’uniforme può diventare compromesso o coerenza.
Artale sceglie. Non aderisce alla Repubblica Sociale. Non si piega. Resta fedele a un’idea di Stato che coincide con dignità, legalità, coscienza.
Viene arrestato dai nazisti e il 24 marzo 1944 è tra i 335 italiani trucidati alle Fosse Ardeatine.
In quelle cave romane c’è un ufficiale siciliano che, nel momento più oscuro, ha deciso che l’obbedienza non può superare la coscienza. Che la fedeltà non è servilismo.
Da Palermo alle Fosse Ardeatine, la storia di Vito Artale ricorda che l’etica personale può diventare destino collettivo. 🇮🇹
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