🕰️ Figlio della Sicilia ma protagonista della lotta al nazifascismo nel Nord Italia, guidava una formazione partigiana nelle montagne tra Lombardia e Piemonte.
All’inizio del 1944, durante uno scontro con le forze nazifasciste, fu colpito a morte mentre guidava i suoi uomini. Aveva poco più di vent’anni, ma aveva già scelto con lucidità da che parte stare: quella della libertà.
La sua memoria è oggi presente in molte città del Nord. Strade, lapidi e istituzioni lo ricordano: tra tutte spicca la Sala Scherma “Antonio Di Dio” di Cremona, dove il suo nome continua a vivere nello sport, nell’educazione civile e nella memoria della Resistenza.
Eppure colpisce un fatto: Antonio Di Dio era nato in Sicilia, e sull’isola il suo ricordo non c’è.
La storia di questo giovane palermitano che morì per la libertà d’Italia è custodita soprattutto altrove, lontano dalla sua terra natale. Ricordarlo significa anche riportare a casa una parte della nostra memoria.
Perché la storia della Sicilia vive anche nei suoi figli che hanno combattuto per la libertà, ovunque si trovassero.
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