La Via Francigena e i Cammini medievali

Collegamento alla mappa.

La mappa illustra il sistema dei percorsi francigeni in Sicilia, vie di pellegrinaggio che costituivano il tratto finale di un network europeo di strade che collegavano l’Europa occidentale a Roma e ai porti d’imbarco per la Terra Santa.
Per collegare i centri costieri di Agrigento e Catania si percorrevano diversi itinerari. Essi in molti casi affrontavano le caratteristiche del territorio dell’Isola cercando per quanto possibile il modo di procedere meno accidentato in considerazione di alture, vallate e altri ostacoli di ogni genere. Accade così che alcuni itinerari vengano riscoperti solo grazie a fonti documentarie in quanto non hanno lasciato tracce visibili come opere viarie edificate (ponti, lastricati, opere di scavo ecc.). Possibilmente non stiamo parlando nemmeno di sentieri percorribili su ruote di carri o a cavallo ma di più modesti e disagevoli percorsi pedonali.
Attraverso diversi livelli informativi, è possibile visualizzare il tracciato principale della Magna Via Francigena, che per 180 chilometri unisce Palermo ad Agrigento, e della Via Francigena Fabaria che collega Agrigento a Catania e Maniace. La rappresentazione cartografica evidenzia i centri urbani che costituivano le tappe principali – da Monreale con la sua cattedrale normanna, attraverso Corleone, Prizzi, Castronovo di Sicilia, fino alla Valle dei Templi – e le strutture di accoglienza che supportavano i pellegrini: monasteri, ospedali, ricoveri. Particolare attenzione è dedicata all’interazione tra questi percorsi e la morfologia del territorio, che ha determinato la scelta degli itinerari interni rispetto a quelli costieri, nonché alla persistenza di questi tracciati storici nel paesaggio contemporaneo, oggi riscoperti e valorizzati come itinerari culturali.

Maiolica di segnalazione di una tappa della Via Fabaria (Grammichele, CT, 2024)

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